
Si è svolta con grande successo la giornata di studio e formazione organizzata sabato 31 gennaio scorso dall’ANP di Oristano con il prof. Ottavio Fattorini, autore del costrutto della Dirigenza Umanistica e dell’omonimo volume in cui esso viene descritto in modo compiuto (Dirigenza Umanistica. Ragione e sentimento per la governance strategica delle istituzioni scolastiche, Hoepli, 2024). Un evento atteso, che ha riunito dirigenti scolastici e i loro più stretti collaboratori.
L’incontro, dedicato al tema della Dirigenza Umanistica, ha registrato un’altissima partecipazione, a testimonianza del forte bisogno di strumenti e approcci innovativi per affrontare le complesse sfide quotidiane, bilanciando le pressioni burocratiche con la cura della comunità scolastica, in un clima di rinnovato entusiasmo.
Al centro della giornata, il costrutto di Dirigenza Umanistica è stato presentato come un approccio gestionale che integra le indispensabili competenze tecniche con una profonda attenzione alle persone, alle relazioni positive e al benessere organizzativo. Un approccio che, è stato spiegato, si fonda su principi cardine quali la promozione dell’autonomia, il senso di impatto del proprio lavoro e la costruzione di un forte senso di appartenenza.
Il relatore – la cui competenza è testimoniata da un curriculum che intreccia la ricerca accademica con ruoli di primo piano nella governance della scuola digitale nazionale – ha saputo unire profondità di pensiero e leggerezza espressiva, coinvolgendo l’auditorio con mimica efficace e ironia, in una giornata che ha ripercorso la professione del dirigente scolastico, arricchendola di strumenti di pensiero non convenzionali, tra metafore, narrazioni e citazioni poetiche, non ultime quelle evocate dalla famosa saga cinematografica di Star Wars.
Non una semplice modalità di direzione, ma un approccio olistico al ruolo, fondato sulla responsabilità etica, sull’attenzione alle persone e sulla coltivazione di relazioni positive. Uno strumento concreto per superare il “buio della banalità del male” (il temutissimo Darth Fener), e approdare consapevolmente alla luce della “banalità del bene” (impersonato dal simpatico Yoda), orientandosi tra i principi cardine del costrutto, come quello che ci ricorda che «il sabato è fatto per l’uomo, non l’uomo per il sabato».
Sono state introdotte riflessioni concrete, come il concetto di “benevolenza statistica” – la capacità di un dirigente di creare un clima di fiducia che agisce come scudo protettivo contro il contenzioso – spingendo i presenti a diventare promotori attivi della “banalità del bene”. Un percorso virtuoso che punta al traguardo del miglioramento costante della GIL (Gioia Interna Lorda) all’interno della comunità scolastica.
Durante le sessioni formative, il dialogo tra i presenti è stato il vero punto di forza: i dirigenti hanno potuto condividere le proprie esperienze e le azioni adottate per la soluzione delle problematiche incontrate, interpretando di volta in volta i diversi ruoli secondo le metafore che li rappresentano nell’opera di Fattorini (come quella del regista, del pontefice, del dirigente “grandi orecchie e grande naso”, del prisma di luce e persino del dirigente “wedding planner”).
Tali esperienze sono confluite in veri e propri EDU – Episodi di Dirigenza Umanistica, che hanno illustrato l’applicazione pratica del modello. Storie di scuola vissuta, situazioni concrete, narrazioni di episodi che le dirigenti e i dirigenti hanno “risolto” spingendosi fino ai limiti consentiti dalla norma, talvolta sfidandoli fin quasi oltre il dovuto.
I principi del costrutto sono emersi nella quotidianità delle scelte più coraggiose, guidate da umanità e creatività, capaci di vincere quella che è stata definita “la sfida di Grazia”, criterio essenziale per distinguere le pratiche di reale impatto da quelle puramente formali.
Al termine si può piacevolmente constatare come l’evento abbia raggiunto i suoi obiettivi, confermando il suo duplice valore: non solo un’occasione fondamentale di aggiornamento professionale, ma anche un momento cruciale per consolidare la rete, condividere esperienze e rafforzare i legami e il senso di comunità della nostra associazione. Ogni partecipante ha portato con sé preziose “monetine” di pensiero: spunti concreti e una rinnovata motivazione per sostenere con fiducia la passione per un lavoro in cui le persone e le relazioni positive sono poste al centro di ogni azione.
Per noi resta la soddisfazione generale per la riuscita dell’iniziativa, che ci sprona a proseguire su questa strada, con l’impegno di offrire sempre nuove opportunità di crescita e di incontro per tutti i nostri soci, continuando a promuovere insieme una scuola più umana e consapevole.
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